Cinguettii di microblogging
Quando si è un personaggio famoso, ogni parola è come oro colato per i propri fan: gli ultimi cinguettii di Justin Bieber e Spike Lee sono una dimostrazione. Guai in arrivo per i due vip.
I vip hanno una grande attenzione mediatica su Twitter e moltissimi Followers pronti a leggere ogni nuovo Tweet del proprio idolo. A colpi di retweet, i cinguettii di Justin Bieber e Spike Lee (photo credit: www.chicagofabulousblog.com via photopin cc) sono passati sotto gli occhi di moltissime persone, causando, in questo caso, non pochi problemi alle due star.
I guai scaturiscono dal fatto che il primo ha preso una denuncia, mentre il secondo l'ha rischiata. Il cantante idolo di moltissime ragazzine ha postato sul proprio profilo Twitter un numero di cellulare omettendo le ultime cifre con scritto: "chiamatemi ora".
Ovviamente, buona parte dei 19 milioni di Followers del diciottenne ha seguito l'invito e, trovate le cifre mancanti, ha iniziato a martellare di chiamate il numero: peccato, però, che dall'altra parte della cornetta non ci fosse chi speravano, ma una tranquilla coppia texana. Con questa bravata, Justin Bieber sembra sia stato denunciato, viste le oltre mille chiamate, come affermano i due importunati, ricevute ad ogni ora del giorno e della notte.
Qualche tempo fa, a proposito di numeri di cellulare postati su Twitter, l'attore Charlie Sheen inoltrò il suo numero di cellulare ai suoi Followers invece che scriverlo come DM proprio a Justin Bieber.
Spike Lee, invece, ha involontariamente fatto fuggire un'anzian coppia di 70enni dalla propria abitazione solamente con un cinguettio. Un suo retweet, infatti, segnalava il numero civico di George Zimmerman, il vigilantes noto all'opinione pubblica per aver freddato il 17enne Trayvon Martin, colpevole di essere di colore e avere un cappuccio in testa. La vicenda ha scosso l'America, soprattutto la parte afroamericana, e sono diverse le manifestazioni per chiedere giustizia, visto che Zimmerman è ancora a piede libero.
Il cinguettio pubblicato dal regista, però, non segnalava l'abitazione del vigilantes, ma dei genitori di un suo omonimo: la coppia è stata subito presa di mira dalla rabbia della folla ed è stata costretta a trovare riparo altrove. Resosi conto dell'errore, Spike Lee ha chiesto scusa ai coniugi McClain con un Tweet, ricordando ai propri Followers che la giustizia si ottiene in tribunale.
Una curiosità: Zimmerman, in USA, è un cognome molto diffuso e anche Bob Dylan, in realtà, si chiama Robert Zimmerman.
Papa Francesco Twitter: ecco il primo tweet firmato Bergoglio
Giuliano Ferrara approda su Twitter: boom di cinguettii ironici
Bruno Vespa apre un profilo su Twitter: il primo post è per smentire la sua morte
L'operazione al seno di Angelina Jolie fa discutere Twitter: la news nei trend top…
Sparatoria davanti a Palazzo Chigi durante il giuramento del Governo Letta: i comm…